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	<title>CINEMALOPRAM</title>
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	<description>Pillole e gocce di cinema per malati di mente... che aspirano a rimanere tali!</description>
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		<title>Cannibal Apocalypse &#8211; Antonio Margheriti (1980, 90 min.)</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jun 2011 06:57:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
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<p>Girato da Antonio Margheriti, in arte Anthony M. Dawson, nel 1980, “Cannibal Apocalypse”, conosciuto anche come “Apocalypse domani”, rappresenta una felice incursione del regista nello splatter italiano, contaminato però con elementi che appartengono al thriller, al genere poliziesco (l&#8217;assedio al supermercato) e a quello bellico (la parte iniziale si svolge in Vietnam, sulla scia del successo di “Apocalypse now”). Può essere anche considerato uno zombie-movie, anche se in questo caso i mostri non sono dei morti viventi affamati di carne umana, ma dei reduci del vietnam contagiati da un virus che spinge al cannibalismo e si trasmette con il classico morso.</p>
<p>Margheriti, contrariamente alle sue abitudini, non risparmia ne sul sangue ne sulla violenza, mostrandoci scorpacciate di carne umana, sfilettata a colpi di motosega.</p>
<p>“Apocalypse domani”, come spesso accade nei film di genere italiani, presenta diversi limiti, ma è anche ricco di spunti davvero interessanti, che l&#8217;hanno reso un oggetto di culto per i cinefili e per registi del calibro di Joe Dante e Quentin Tarantino. Tra questi è impossibile non citare la scena in cui uno dei soldati cannibali viene ucciso e attraverso il buco scavato dai proiettili nel suo torace si vede il poliziotto che gli ha sparato: Robert Zemeckis la riproporrà nel suo “La morte di fa bella” e Tarantino ci giocherà in “Dal tramonto all&#8217;alba”. Forte la parte finale dell&#8217;inseguimento nelle fogne, con il commissario della polizia che esclama: -<em> è il posto per loro, è il destino degli stronzi finire nelle fognature</em> (riferendosi ai cannibali). Tra i limiti del film è da segnalare come al solito la sceneggiatura un po&#8217; troppo approssimativa: ma insomma, ma che razza di virus si manifesta con la frequenza che ci viene mostrata? A volte rimane in incubazione per mesi, in altre si manifesta immediatamente; i personaggi passano da buoni a cattivi nello spazio di qualche minuto, prima hanno un appetito insaziabile e subito dopo piangono sulla propria sorte; l&#8217;epilogo della vicenda è inutilmente sentimentale; la sottotrama dell&#8217;inciucio del protagonista con la ragazzina vicina di casa, oltre a sembrare un po&#8217; ridicola, è stata palesemente inserita solo in funzione del finale a sorpresa (che comunque è prevedibile).</p>
<p>Nel complesso, comunque, un film godibile e da vedere.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/cinemalopram.wordpress.com/1156/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/cinemalopram.wordpress.com/1156/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/cinemalopram.wordpress.com/1156/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/cinemalopram.wordpress.com/1156/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/cinemalopram.wordpress.com/1156/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/cinemalopram.wordpress.com/1156/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/cinemalopram.wordpress.com/1156/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/cinemalopram.wordpress.com/1156/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/cinemalopram.wordpress.com/1156/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/cinemalopram.wordpress.com/1156/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/cinemalopram.wordpress.com/1156/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/cinemalopram.wordpress.com/1156/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/cinemalopram.wordpress.com/1156/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/cinemalopram.wordpress.com/1156/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cinemalopram.wordpress.com&amp;blog=5621463&amp;post=1156&amp;subd=cinemalopram&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il profumo della signora in nero &#8211; Sergio Barilli (1974, 90 min.)</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jun 2011 06:50:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Il profumo della signora in nero” è considerato giustamente un&#8217;opera di culto nel panorama del cinema di genere italiano. Diretto nel 1974 da Sergio Barilli, rappresenta una deviazione rispetto ai canoni del giallo-thriller argentiano che si erano imposti dopo il successo di film come “L&#8217;uccello dalle piume di cristallo”, “Il gatto a nove code” o [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cinemalopram.wordpress.com&amp;blog=5621463&amp;post=1151&amp;subd=cinemalopram&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://cinemalopram.files.wordpress.com/2011/06/rc0e92.jpg"><img class="size-medium wp-image-1152 aligncenter" title="Il profumo della signora in nero" src="http://cinemalopram.files.wordpress.com/2011/06/rc0e92.jpg?w=245&#038;h=300" alt="" width="245" height="300" /></a></p>
<p>“Il profumo della signora in nero” è considerato giustamente un&#8217;opera di culto nel panorama del cinema di genere italiano.</p>
<p>Diretto nel 1974 da Sergio Barilli, rappresenta una deviazione rispetto ai canoni del giallo-thriller argentiano che si erano imposti dopo il successo di film come “L&#8217;uccello dalle piume di cristallo”, “Il gatto a nove code” o “Quattro mosche di velluto grigio”: niente assassini dal volto coperto armati di coltellaccio, ma un orrore che si nasconde nel quotidiano, tra le persone che ci circondano e nei luoghi che frequentiamo abitualmente. Da questo punto di vista il film è molto più vicino al cinema del primo Polanski, quello di “Repulsione” e “Rosemary&#8217;s baby”, ma soprattutto ricorda “L&#8217;inquilino del terzo piano” (che però è successivo e anzi potrebbe essere stato ispirato proprio dall&#8217;opera di Barilli). Ad accomunare le pellicole c&#8217;è la stessa atmosfera angosciante e claustrofobica, il tema portante della quotidianità che diventa incubo, dell&#8217;impossibilità di distinguere tra realtà e allucinazione, delirio dei protagonisti.</p>
<div id="attachment_1153" class="wp-caption alignright" style="width: 240px"><a href="http://cinemalopram.files.wordpress.com/2011/06/profumo_della_signora_in_nero_mimsy_farmer_francesco_barilli_009_jpg_hyhi.jpg"><img class="size-medium wp-image-1153" title="Il profumo della signora in nero2" src="http://cinemalopram.files.wordpress.com/2011/06/profumo_della_signora_in_nero_mimsy_farmer_francesco_barilli_009_jpg_hyhi.jpg?w=230&#038;h=300" alt="" width="230" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Silvia con la misteriosa bambina che la perseguita</p></div>
<p>Un delirio che viene lentamente e subdolamente alimentato dai vicini di casa, che si comportano in modo strano e ambiguo, e sembrano tutti nascondere qualcosa, complottare qualcosa di losco ai danni della protagonista, interpretata dalla brava Nimsy Farmer. Silvia, questo il suo nome, soffre di allucinazioni a causa di un trauma subito durante l&#8217;infanzia (tanto per cambiare): da piccola ha visto sua madre fare sesso con un altro uomo e, spaventatasi, l&#8217;ha colpito con una forbice. Ora è perseguitata da incubi e allucinazioni che la riportano a quest&#8217;evento passato, al culmine delle quali inizia a vedere una bambina bionda girare per casa (lei da piccola?). Tuttavia lo spettatore non riesce mai a capire con certezza se è lei che sta impazzendo e perdendo ogni legame con la realtà, o se sono i suoi ambigui vicini di casa e le persone che incontra per strada ad aver ordito un complotto per farla andare fuori di testa. Nel corso dei film, infatti, alcuni particolari ci portano a credere che la protagonista sia vittima dei suoi amici e conoscenti; anche una frase pronunciata all&#8217;inizio da uno dei personaggi (“occorre tempo e pazienza&#8230; per entrare in un cervello”) ci fa propendere per questa seconda ipotesi.</p>
<p>Un finale macabro e sorprendente ci rivelerà la verità, trovandoci assolutamente impreparati.</p>
<p>“Il profumo della signora in nero” è un film veramente affascinante, accompagnato dall&#8217;ottima fotografia di Mario Masini e dalle belle musiche di Nicola Piovani, ora tristi ed inquietanti, ora stridenti e disturbanti.<br />
L&#8217;unica pecca forse è l&#8217;eccessiva quantità di particolari e indizi disseminati durante il corso della storia, che alla fine rendono la trama un po&#8217; confusionaria: i pezzi del puzzle diventano un po&#8217; troppi e ad un&#8217;attenta analisi non riescono ad incastrarsi perfettamente, ma come ho detto altre volte questo è un po&#8217; il difetto della maggior parte dei gialli italiani di questo periodo.</p>
<p>Da vedere.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/cinemalopram.wordpress.com/1151/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/cinemalopram.wordpress.com/1151/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/cinemalopram.wordpress.com/1151/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/cinemalopram.wordpress.com/1151/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/cinemalopram.wordpress.com/1151/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/cinemalopram.wordpress.com/1151/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/cinemalopram.wordpress.com/1151/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/cinemalopram.wordpress.com/1151/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/cinemalopram.wordpress.com/1151/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/cinemalopram.wordpress.com/1151/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/cinemalopram.wordpress.com/1151/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/cinemalopram.wordpress.com/1151/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/cinemalopram.wordpress.com/1151/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/cinemalopram.wordpress.com/1151/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cinemalopram.wordpress.com&amp;blog=5621463&amp;post=1151&amp;subd=cinemalopram&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Macchie solari &#8211; Armando Crispino (1975, 90 min.)</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jun 2011 06:44:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo il celebrato “L&#8217;etrusco uccide ancora”, Armando Crispino realizza un altro thriller dal sapore argentiano nel meno conosciuto “Macchie solari”, uscito sul mercato americano con il titolo più accattivante di “Autopsy”. Si tratta di un film molto singolare, sempre in bilico tra una realtà tinta di giallo (una serie di morti misteriose, apparenti suicidi, che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cinemalopram.wordpress.com&amp;blog=5621463&amp;post=1147&amp;subd=cinemalopram&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinemalopram.files.wordpress.com/2011/06/macchie_solari_1975.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1148" title="Macchie solari" src="http://cinemalopram.files.wordpress.com/2011/06/macchie_solari_1975.jpg?w=181&#038;h=300" alt="" width="181" height="300" /></a></p>
<p>Dopo il celebrato “L&#8217;etrusco uccide ancora”, Armando Crispino realizza un altro thriller dal sapore argentiano nel meno conosciuto “Macchie solari”, uscito sul mercato americano con il titolo più accattivante di “Autopsy”.</p>
<p align="LEFT">Si tratta di un film molto singolare, sempre in bilico tra una realtà tinta di giallo (una serie di morti misteriose, apparenti suicidi, che sconvolgono la quiete di una Roma deserta e bruciata dal sole) e un mondo onirico, surreale, popolato dalle visioni e dalle paranoie della protagonista, una giovane anatomopatologa in servizio presso l&#8217;obitorio romano.<br />
Proprio i suoi deliri costituiscono l&#8217;aspetto più interessante del film, mi riferisco in particolare alle sequenze iniziali ambientate nell&#8217;obitorio, quando la ragazza, stanca per il caldo e il troppo lavoro, comincia ad avere delle visioni necrofile e perverse (cadaveri sogghignanti, ritratti in modo iperrealistico, si alzano dai tavoli dell&#8217;autopsia per accoppiarsi e invitarla a partecipare ad un&#8217;orgia di putrefazione), sottolineate dalla musica di Ennio Morricone, morbosa ed inquietante.</p>
<div id="attachment_1149" class="wp-caption alignright" style="width: 260px"><a href="http://cinemalopram.files.wordpress.com/2011/06/macchiesolari1.jpg"><img class="size-full wp-image-1149" title="Macchie solari2" src="http://cinemalopram.files.wordpress.com/2011/06/macchiesolari1.jpg?w=250&#038;h=138" alt="" width="250" height="138" /></a><p class="wp-caption-text">Uno dei tanti cadaveri che sfilano nel corso del film</p></div>
<p align="LEFT">La parte iniziale del film è notevole anche per la serie di orrendi suicidi mostrati uno dopo l&#8217;altro e accompagnati da immagini di eruzioni solari, che formano un incipit davvero strano e originale, quasi psichedelico. L&#8217;idea di partenza, infatti, sarebbe quella di giustificare l&#8217;impressionante quantità di suicidi con il picco di attività solare registratosi durante il mese di agosto, colpevole di provocare, insieme alla tremenda ondata di caldo torrido, degli squilibri nella mente delle persone. Peccato che questa trovata dal gusto un po&#8217; sovrannaturale si perda per strada durante il corso del film, quando diventa sempre più chiara la presenza di un “normale” assassino e le macchie solari vengono mostrate più che altro per giustificare il titolo dato alla pellicola.</p>
<p align="LEFT">Insomma, dopo un inizio insolito e promettente, il film si appiattisce sugli schemi del giallo all&#8217;italiana, e la sceneggiatura va a farsi benedire: anche il colpo di scena finale, in stile argentiano, è fin troppo scontato e non riesce a riscattare una trama che si sviluppa in modo un po&#8217; troppo lento e a tratti noioso.</p>
<p align="LEFT">Ciò nonostante “Macchie solari” resta un film anomalo ed interessante, che non mancherà di affascinare gli amanti del genere e di impressionare i “profani” che avranno il coraggio di guardarlo, magari in una calda nottata estiva&#8230;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/cinemalopram.wordpress.com/1147/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/cinemalopram.wordpress.com/1147/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/cinemalopram.wordpress.com/1147/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/cinemalopram.wordpress.com/1147/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/cinemalopram.wordpress.com/1147/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/cinemalopram.wordpress.com/1147/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/cinemalopram.wordpress.com/1147/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/cinemalopram.wordpress.com/1147/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/cinemalopram.wordpress.com/1147/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/cinemalopram.wordpress.com/1147/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/cinemalopram.wordpress.com/1147/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/cinemalopram.wordpress.com/1147/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/cinemalopram.wordpress.com/1147/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/cinemalopram.wordpress.com/1147/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cinemalopram.wordpress.com&amp;blog=5621463&amp;post=1147&amp;subd=cinemalopram&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Macchie solari</media:title>
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			<media:title type="html">Macchie solari2</media:title>
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		<title>L&#8217;etrusco uccide ancora &#8211; Armando Crispino (1972, 90 min.)</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jun 2011 06:38:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Giallo - poliziesco - noir]]></category>
		<category><![CDATA[Thriller]]></category>
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		<description><![CDATA[Prima pellicola gialla diretta da Armando Crispino nel 1972, seguita nel 1975 dallo stravagante “Macchie solari”. Seguendo una formula che verrà utilizzata anche nel film successivo, si mescolano un plot tipico da thriller all&#8217;italiana e degli spunti paranormali, con un risultato abbastanza interessante, anche se non ai livelli di quanto è stato spesso decantato. Il [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cinemalopram.wordpress.com&amp;blog=5621463&amp;post=1143&amp;subd=cinemalopram&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinemalopram.files.wordpress.com/2011/06/etrusco.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1144" title="L'etrusco uccide ancora" src="http://cinemalopram.files.wordpress.com/2011/06/etrusco.jpg?w=183&#038;h=276" alt="" width="183" height="276" /></a></p>
<p>Prima pellicola gialla diretta da Armando Crispino nel 1972, seguita nel 1975 dallo stravagante “Macchie solari”.</p>
<p>Seguendo una formula che verrà utilizzata anche nel film successivo, si mescolano un plot tipico da thriller all&#8217;italiana e degli spunti paranormali, con un risultato abbastanza interessante, anche se non ai livelli di quanto è stato spesso decantato.</p>
<p>Il protagonista, un archeologo americano che lavora negli scavi etruschi di Spoleto, si ritrova coinvolto in una serie di brutali omicidi, commessi sempre ai danni di giovani coppie in fase di amoreggiamento.</p>
<p>Chi sarà il colpevole?</p>
<p>I sospetti della polizia si concentrano sull&#8217;archeologo, alcolizzato e violento, su un direttore d&#8217;orchestra paranoico, e su un coreografo gay; il protagonista, invece, propende per una teoria sovrannaturale: è il dio etrusco della morte Tugulka, raffigurato in una tomba, reincarnatosi nell&#8217;assassino per riprendere una catena di sangue cominciata tremila anni prima. Invece, come nei film di Dario Argento, potete già immaginare che l&#8217;autore degli efferati delitti non sarà nessuno di loro, ma verrà svelato solo al momento del colpo di scena finale. Un finale visivamente molto bello, degno del migliore Argento, girato al ralenti e senza accompagnamento musicale, che rappresenta, insieme al primo brutale omicidio nella tomba etrusca, l&#8217;unico momento di autentica suspense.</p>
<p>Come è stato spesso sottolineato, vi sono non poche analogie tra questa pellicola e “Profondo rosso” di Dario Argento, che però è successivo e risale al 1975. Primo: l&#8217;assassino è a sua volta una vittima, poiché è rimasto traumatizzato da un evento occorso durante l&#8217;infanzia, che non ha mai superato. Secondo: egli porta con sé un registratore per ascoltare prima di ogni omicidio la messa da Requiem di Verdi, il motivo musicale che gli permette di scatenare la violenza. Non sono certo delle coincidenze, ma è innegabile che in “Profondo rosso” queste idee portanti si sviluppano in una sceneggiatura mille volte più solida, e costituiscono gli ingranaggi di una “macchina della paura” praticamente perfetta.</p>
<p>“L&#8217;etrusco uccide ancora” non è dunque un capolavoro del genere, e forse soffre anche del fatto di esser stato troppo sopravvalutato proprio in virtù delle somiglianze con l&#8217;opera maestra di Dario Argento, ma è comunque un film suggestivo e irrinunciabile per ogni cultore del giallo all&#8217;italiana che si rispetti.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/cinemalopram.wordpress.com/1143/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/cinemalopram.wordpress.com/1143/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/cinemalopram.wordpress.com/1143/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/cinemalopram.wordpress.com/1143/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/cinemalopram.wordpress.com/1143/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/cinemalopram.wordpress.com/1143/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/cinemalopram.wordpress.com/1143/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/cinemalopram.wordpress.com/1143/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/cinemalopram.wordpress.com/1143/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/cinemalopram.wordpress.com/1143/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/cinemalopram.wordpress.com/1143/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/cinemalopram.wordpress.com/1143/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/cinemalopram.wordpress.com/1143/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/cinemalopram.wordpress.com/1143/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cinemalopram.wordpress.com&amp;blog=5621463&amp;post=1143&amp;subd=cinemalopram&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">L'etrusco uccide ancora</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Apocalisse a Frogtown &#8211; La città delle rane &#8211; Donald J. Jackson &amp; Robert J. Kizer (1988, 90 min.)</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jun 2011 06:35:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Comico - demenziale]]></category>
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		<category><![CDATA[film]]></category>
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		<description><![CDATA[Un conflitto nucleare di proporzioni apocalittiche ha distrutto la Terra e decimato la razza umana, rendendo sterili la maggior parte dei sopravvissuti e ranocchi mutanti i rimanenti. In uno scenario così tragico, da una parte si continua a fare la guerra ai mutanti, dall&#8217;altra si cerca di ripopolare il pianeta: ecco perchè il protagonista Sam [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cinemalopram.wordpress.com&amp;blog=5621463&amp;post=1138&amp;subd=cinemalopram&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinemalopram.files.wordpress.com/2011/06/hell-comes-to-frogtown-poster.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1139" title="Apocalisse a Frogtown" src="http://cinemalopram.files.wordpress.com/2011/06/hell-comes-to-frogtown-poster.jpg?w=203&#038;h=300" alt="" width="203" height="300" /></a></p>
<p>Un conflitto nucleare di proporzioni apocalittiche ha distrutto la Terra e decimato la razza umana, rendendo sterili la maggior parte dei sopravvissuti e ranocchi mutanti i rimanenti.</p>
<p>In uno scenario così tragico, da una parte si continua a fare la guerra ai mutanti, dall&#8217;altra si cerca di ripopolare il pianeta: ecco perchè il protagonista Sam Hell, uno dei pochi uomini rimasti fertili, viene salvato dalla forca e spedito nel deserto alla ricerca di donne da fecondare.</p>
<div id="attachment_1140" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://cinemalopram.files.wordpress.com/2011/06/apocalisse-a-frogtown.jpg"><img class="size-medium wp-image-1140" title="Apocalisse a Frogtown2" src="http://cinemalopram.files.wordpress.com/2011/06/apocalisse-a-frogtown.jpg?w=300&#038;h=159" alt="" width="300" height="159" /></a><p class="wp-caption-text">A Frogtown non hanno certo problemi di AIDS...</p></div>
<p>Lo accompagnano un medico e un soldato, entrambe donne, culturiste e smaniose di testare la sua virilità.</p>
<p>Destinazione: Frogtown, la città delle rane, dove i mutanti tengono prigioniere un gruppo di innocenti fanciulle, che manco a farlo apposta sono fertili e devono essere inseminate dal nostro Sam.</p>
<p>L&#8217;ambientazione del film è quella classica del filone post-atomico degli anni 80:</p>
<p>un pianeta deserto, città che sono squallidi agglomerati di industrie e catapecchie, un&#8217;umanità formata da criminali, puttane e mutanti (e anche puttane-mutanti) che si fanno la guerra tra loro.</p>
<p>La trama è praticamente inesistente, ma il film riesce a tirare avanti grazie ad un susseguirsi di situazioni erotiche e di battute da osteria, con il protagonista vittima delle avances di tutte le donne che incontra, e non solo&#8230;</p>
<p>Il non plus ultra del trash viene raggiunto con la “danza dei tre serpenti”, in cui la dottoressa che accompagna Sam è costretta ad una danza sexy e provocante per eccitare il capo dei mutanti e risvegliare i suoi tre “serpenti”&#8230; dopo un po&#8217; infatti vediamo tre sagome non identificate dimenarsi tra i pantaloni del ranocchio&#8230; ma per fortuna arriva il nostro Sam, che non spara certo a salve&#8230;</p>
<div id="attachment_1141" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://cinemalopram.files.wordpress.com/2011/06/hellfrog6.jpg"><img class="size-medium wp-image-1141" title="Apocalisse a Frogtown3" src="http://cinemalopram.files.wordpress.com/2011/06/hellfrog6.jpg?w=300&#038;h=204" alt="" width="300" height="204" /></a><p class="wp-caption-text">No, non siamo al Muppet Show... purtroppo non è Kermit con una motosega...</p></div>
<p>Che film ragazzi, se vi piacciono i B-movies questo è proprio pane per i vostri denti&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/cinemalopram.wordpress.com/1138/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/cinemalopram.wordpress.com/1138/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/cinemalopram.wordpress.com/1138/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/cinemalopram.wordpress.com/1138/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/cinemalopram.wordpress.com/1138/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/cinemalopram.wordpress.com/1138/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/cinemalopram.wordpress.com/1138/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/cinemalopram.wordpress.com/1138/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/cinemalopram.wordpress.com/1138/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/cinemalopram.wordpress.com/1138/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/cinemalopram.wordpress.com/1138/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/cinemalopram.wordpress.com/1138/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/cinemalopram.wordpress.com/1138/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/cinemalopram.wordpress.com/1138/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cinemalopram.wordpress.com&amp;blog=5621463&amp;post=1138&amp;subd=cinemalopram&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Sara</media:title>
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			<media:title type="html">Apocalisse a Frogtown</media:title>
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			<media:title type="html">Apocalisse a Frogtown2</media:title>
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		<media:content url="http://cinemalopram.files.wordpress.com/2011/06/hellfrog6.jpg?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">Apocalisse a Frogtown3</media:title>
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	</item>
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		<title>I corpi presentano tracce di violenza carnale &#8211; Sergio Martino (1973, 90 min.)</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jun 2011 06:28:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Giallo - poliziesco - noir]]></category>
		<category><![CDATA[Thriller]]></category>
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		<description><![CDATA[All&#8217;università di Perugia, facoltà di storia dell&#8217;arte, un maniaco dal volto coperto alla Michael Myers fa strage di studentesse, tagliuzzandole con un coltellaccio e seviziandone brutalmente i cadaveri. Quattro belle ragazze, preoccupate di fare una brutta fine, hanno la brillante idea di lasciare la città per trasferirsi in una villa isolata sulla cima di una [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cinemalopram.wordpress.com&amp;blog=5621463&amp;post=1134&amp;subd=cinemalopram&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://cinemalopram.files.wordpress.com/2011/06/corpi_presentano_tracce_di_violenza_carnale_tina_aumont_sergio_martino_002_jpg_brzs.jpg"><img class="size-medium wp-image-1135 aligncenter" title="I corpi presentano tracce di violenza carnale" src="http://cinemalopram.files.wordpress.com/2011/06/corpi_presentano_tracce_di_violenza_carnale_tina_aumont_sergio_martino_002_jpg_brzs.jpg?w=213&#038;h=300" alt="" width="213" height="300" /></a></p>
<p>All&#8217;università di Perugia, facoltà di storia dell&#8217;arte, un maniaco dal volto coperto alla Michael Myers fa strage di studentesse, tagliuzzandole con un coltellaccio e seviziandone brutalmente i cadaveri.</p>
<p>Quattro belle ragazze, preoccupate di fare una brutta fine, hanno la brillante idea di lasciare la città per trasferirsi in una villa isolata sulla cima di una collina, al sicuro dall&#8217;assassino&#8230; come dar loro torto?<br />
“I corpi presentano tracce di violenza carnale” del regista Sergio Martino è un discreto thriller all&#8217;italiana, condito con scene erotiche, lesbismo e tette a volontà, generosamente elargite dalle quattro protagoniste che girano sempre nude o poco vestite.</p>
<p>Più che la prima parte del film e le scene di violenza, alle quali si alternano immagini di bambole di porcellana, suggerendo come movente del serial killer il solito trauma infantile, ad essere veramente degna di nota è la parte finale, dove la ragazza americana, immobilizzata da una caviglia slogata, si trova a tu per tu con l&#8217;assassino, costretta a guardare le sue amiche che vengono trucidate, restando nascosta per non essere uccisa a sua volta.</p>
<div id="attachment_1136" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://cinemalopram.files.wordpress.com/2011/06/i_corpi_1a.jpg"><img class="size-medium wp-image-1136" title="I corpi presentano tracce... l'assassino" src="http://cinemalopram.files.wordpress.com/2011/06/i_corpi_1a.jpg?w=300&#038;h=193" alt="" width="300" height="193" /></a><p class="wp-caption-text">L&#039;assassino dal volto coperto che terrorizza Perugia</p></div>
<p>Il punto di vista del pubblico coincide magistralmente con quello del personaggio: vediamo tutte le mosse dell&#8217;assassino, ma non riusciamo a distinguerne il volto, che resta celato fino alla fine.</p>
<p>30 minuti di autentica suspense che valgono da soli tutto il film.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/cinemalopram.wordpress.com/1134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/cinemalopram.wordpress.com/1134/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/cinemalopram.wordpress.com/1134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/cinemalopram.wordpress.com/1134/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/cinemalopram.wordpress.com/1134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/cinemalopram.wordpress.com/1134/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/cinemalopram.wordpress.com/1134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/cinemalopram.wordpress.com/1134/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/cinemalopram.wordpress.com/1134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/cinemalopram.wordpress.com/1134/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/cinemalopram.wordpress.com/1134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/cinemalopram.wordpress.com/1134/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/cinemalopram.wordpress.com/1134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/cinemalopram.wordpress.com/1134/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cinemalopram.wordpress.com&amp;blog=5621463&amp;post=1134&amp;subd=cinemalopram&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Sara</media:title>
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			<media:title type="html">I corpi presentano tracce di violenza carnale</media:title>
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			<media:title type="html">I corpi presentano tracce... l'assassino</media:title>
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		<title>Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave &#8211; Sergio Martino (1972, 90 min.)</title>
		<link>http://cinemalopram.wordpress.com/2011/06/26/il-tuo-vizio-e-una-stanza-chiusa-e-solo-io-ne-ho-la-chiave-sergio-martino-1972-90-min/</link>
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		<pubDate>Sun, 26 Jun 2011 06:23:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Giallo - poliziesco - noir]]></category>
		<category><![CDATA[Thriller]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinemalopram.files.wordpress.com/2011/06/375490504-il_tuo_vizio__una_stanza_chiusa_e_.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1131" title="Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave" src="http://cinemalopram.files.wordpress.com/2011/06/375490504-il_tuo_vizio__una_stanza_chiusa_e_.jpg?w=210&#038;h=300" alt="" width="210" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo film dal nome tanto lungo quanto bizzarro è uno dei cinque thriller-gialli diretti da Sergio Martino tra il 1970 e il 1973, insieme a “Tutti i colori del buio”, “I corpi presentano tracce di violenza carnale”, “Lo strano vizio della signora Wardh” e “La coda dello scorpione”.</p>
<p>Il titolo cita una frase scritta in un biglietto ne “Lo strano vizio della signora Wardh”.</p>
<div id="attachment_1132" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://cinemalopram.files.wordpress.com/2011/06/iltuovizioeunastanzachi.jpg"><img class="size-medium wp-image-1132" title="Il tuo vizio2" src="http://cinemalopram.files.wordpress.com/2011/06/iltuovizioeunastanzachi.jpg?w=300&#038;h=168" alt="" width="300" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">Il famoso biglietto che vediamo in un altro film di Martino, &quot;Lo strano caso della signora Wardh&quot;</p></div>
<p>Come già visto ne “I corpi presentano tracce di violenza carnale”, anche in quest&#8217;occasione Martino ci presenta uno stravagante cocktail di giallo, thriller ed erotismo, corretto con un poco di Edgar Allan Poe (parte della trama è ispirata al capolavoro gotico “Il gatto nero”) e una buona dose di lesbismo (complice Edwige Fenech), il tutto annaffiato con J &amp; B, consumato in quantità industriale.</p>
<p>La trama del film è abbastanza tipica: un assassino uccide belle ragazze a colpi di falcetto e i sospetti ricadono su uno scrittore in crisi creativa (Luigi Pistilli), presentato come un uomo violento e instabile che gode nel maltrattare la moglie.</p>
<p>Le cose si complicano con l&#8217;arrivo della nipote Floriana (Edwige Fenech) che crea subito scompiglio tra i personaggi, stuzzicando lo scrittore e seducendo sua moglie (Anita Strindberg).</p>
<p>Alla fine il gatto dello scrittore, dal pittoresco nome di Satana, sarà la vera chiave della vicenda, in un finale ricco di suspense, con un tocco di ironia, che forse costituisce la parte più bella e riuscita del film.</p>
<p>Molto bella l&#8217;ambientazione nella campagna veneta, in una decadente villa palladiana, che fa da cornice ai morbosi deliri dei personaggi.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/cinemalopram.wordpress.com/1130/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/cinemalopram.wordpress.com/1130/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/cinemalopram.wordpress.com/1130/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/cinemalopram.wordpress.com/1130/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/cinemalopram.wordpress.com/1130/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/cinemalopram.wordpress.com/1130/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/cinemalopram.wordpress.com/1130/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/cinemalopram.wordpress.com/1130/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/cinemalopram.wordpress.com/1130/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/cinemalopram.wordpress.com/1130/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/cinemalopram.wordpress.com/1130/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/cinemalopram.wordpress.com/1130/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/cinemalopram.wordpress.com/1130/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/cinemalopram.wordpress.com/1130/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cinemalopram.wordpress.com&amp;blog=5621463&amp;post=1130&amp;subd=cinemalopram&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Nella stretta morsa del ragno &#8211; Antonio Margheriti (1971, 90 min.)</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jun 2011 06:15:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Horror - gotico]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[gotico]]></category>
		<category><![CDATA[horror]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; “Una lastra di marmo che chiude un sepolcro ci dà la certezza della tomba, non dell&#8217;oltretomba&#8230; che è popolato da un incalcolabile numero di viventi non ufficiali&#8230;” Un giornalista americano, Alan Foster, si reca in Inghilterra per intervistare Edgar Allan Poe, che incontra in una taverna, allucinato e in pieno delirio alcolico. Istigato dallo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cinemalopram.wordpress.com&amp;blog=5621463&amp;post=1126&amp;subd=cinemalopram&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinemalopram.files.wordpress.com/2011/06/mgztzcr60fbdn1rypp0.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1128" title="Nella stretta morsa del ragno" src="http://cinemalopram.files.wordpress.com/2011/06/mgztzcr60fbdn1rypp0.jpg?w=196&#038;h=300" alt="" width="196" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>“Una lastra di marmo che chiude un sepolcro ci dà la certezza della tomba, non dell&#8217;oltretomba&#8230; che è popolato da un incalcolabile numero di viventi non ufficiali&#8230;”</em></p>
<p>Un giornalista americano, Alan Foster, si reca in Inghilterra per intervistare Edgar Allan Poe, che incontra in una taverna, allucinato e in pieno delirio alcolico. Istigato dallo scrittore, che sostiene che tutto quanto racconta nei suoi romanzi è la pura verità, Foster accetta la sfida lanciatagli da Lord Blackwood a passare una notte nel suo castello di Providence: è l&#8217;inizio di un lungo incubo che avrà purtroppo un tragico epilogo.</p>
<p>Con “Nella stretta morsa del ragno” Antonio Margheriti realizza un remake del suo “Danza macabra”, girato nel 1963.<br />
Questa volta il bianco e nero viene sostituito dal colore e la fotografia viene affidata ai fratelli Memmo e Sandro Mancori, che sostituiscono Riccardo Pallottini.</p>
<p>Gli ingredienti sono sempre gli stessi e appartengono al genere gotico: la locanda inglese, il viaggio in carrozza attraverso il bosco nel cuore della notte, l&#8217;atmosfera tenebrosa e angosciante, il vecchio maniero popolato di spiriti.</p>
<p>Sono tutte cose viste un centinaio di volte, ma la prima parte del film riesce comunque a reggere abbastanza e a interessare lo spettatore, grazie soprattutto alla presenza di Klaus Kinski nel ruolo di un Poe alcolizzato e paranoico, perseguitato dai suoi stessi fantasmi di carta, e alla bella scenografia che non fa rimpiangere il film precedente.</p>
<p>Ben presto, tuttavia, ci si stanca di seguire il protagonista, il solito americano scettico, nel suo vagabondare all&#8217;interno del castello, popolato da fantasmi del passato che si sono macchiati di atroci delitti.</p>
<p>Anche il binomio eros e thanatos odora di muffa, e nemmeno il lesbismo (per altro già presente in “Danza macabra”, al quale valse la censura) riesce a scuoterci dalla noia; inoltre, è un po&#8217; difficile credere che il giornalista, tra un orrore e l&#8217;altro, trovi pure il tempo di innamorarsi e di pensare a qualcos&#8217;altro che non sia salvare la propria pelle.</p>
<p>Bocciato e sconsigliato.</p>
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		<title>The Dead (Gente di Dublino) &#8211; John Huston (1987, 90 min. circa)</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 10:02:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Drammatico]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;The Dead&#8221; è l&#8217;ultimo film realizzato da John Huston, e vede coinvolti anche due figli del regista, Anjelica, presente tra gli attori, e Tony, che ne ha firmato la sceneggiatura, tratta da un racconto di &#8220;Gente di Dublino&#8221; di James Joyce. Il film è ambientato in una Dublino innevata, durante i primi anni del Novecento, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cinemalopram.wordpress.com&amp;blog=5621463&amp;post=1118&amp;subd=cinemalopram&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinemalopram.files.wordpress.com/2010/09/the-dead.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1119" title="The Dead" src="http://cinemalopram.files.wordpress.com/2010/09/the-dead.jpg?w=196&#038;h=300" alt="" width="196" height="300" /></a></p>
<p>&#8220;The Dead&#8221; è l&#8217;ultimo film realizzato da John Huston, e vede coinvolti anche due figli del regista, Anjelica, presente tra gli attori, e Tony, che ne ha firmato la sceneggiatura, tratta da un racconto di &#8220;Gente di Dublino&#8221; di James Joyce.<br />
Il film è ambientato in una Dublino innevata, durante i primi anni del Novecento, all&#8217;interno di una casa dove si sta svolgendo una festa natalizia.<br />
Gli invitati sono giovani e vecchi membri della borghesia irlandese e tra essi si distinguono Greta (Anjelica Huston) e il marito Gabriel, nipote delle due anziane signore che hanno organizzato il ricevimento.<br />
Nel corso della serata ci vengono rivelate le personalità dei commensali: essi sono vuoti, passatisti, dalla mentalità chiusa e bigotta, schiavi delle abitudini e delle convenzioni sociali, che li obbligano a vivere e a morire nella mediocrità.<br />
Huston utilizza magistralmente l&#8217;ambiente e gli oggetti per evocare la psicologia e i sentimenti dei personaggi: i ritratti ovali appesi alle pareti, l&#8217;onnipresente carta da parati, i candelabri, gli angusti corridoi e i pesanti mobili di legno scuro rispecchiano la vecchiaia interiore dei protagonisti, l&#8217;immobilità che li rende più simili ai morti che ai vivi.<br />
&#8220;Il nostro posto è tra i vivi&#8221; recita il marito di Greta nel discorso preparato per il brindisi, ma è chiaro che si sta rivolgendo a persone che hanno smesso di vivere molto tempo addietro, scegliendo di appiattire la propria esistenza sui canoni di comportamento borghese e di essere anacronistici, rivolgendo il proprio sguardo sempre al passato e mai al presente, ne tantomeno al futuro.<br />
Ecco allora una delle vecchie signore rendersi ridicola cantando per gli ospiti, pur essendo ormai priva della bella voce che aveva in gioventù e che l&#8217;avrebbe resa una cantante affermata, se solo avesse avuto il coraggio di seguire questa vocazione.<br />
La nipote, che viene spinta ad esibirsi al piano, è certo condannata a subire la stessa sorte: pur essendo una pianista virtuosa, non arriverà mai a dare un concerto aldifuori delle mura domestiche, consumando al loro interno se stessa e il proprio talento, fino alla morte.<br />
Mentre dentro la casa si svolgono i drammi personali degli invitati, fuori la neve fiocca lenta e inesorabile, formando una coltre bianca e immobile, che evoca un&#8217;idea di monotonia, di decadimento, di lento avanzare verso la morte.<br />
Alla fine del film, mentre gli invitati tornano uno dopo l&#8217;altro in carrozza alle proprie abitazioni, il dramma raggiunge il suo culmine: una vecchia canzone irlandese risveglia in Greta il ricordo di un antico dolore, spingendola a riflettere sulla propria vita e, per la prima volta, a mettersi in discussione.<br />
Insieme a suo marito, scopriamo la sua sofferenza per la morte di un innamorato, avvenuta ancora in gioventù, ma la cui memoria non è stata mai cancellata dal tempo.<br />
Questa rivelazione colpisce profondamente Gabriel e porta anche lui a riflettere su come ha vissuto e sul suo rapporto con la moglie: come può dire di conoscerla veramente, ora che ha scoperto che per lunghissimo tempo lei gli ha tenuto nascosto questo pensiero? Quali altri segreti non gli avrà ancora confessato?<br />
E&#8217; il dramma dell&#8217;incomunicabilità, tale da rendere estranee due persone che hanno passato la vita insieme, ma che non si sono mai concesse completamente l&#8217;una all&#8217;altra, accontentandosi di vivere passivamente la quotidianità.<br />
La scoperta dell&#8217;effettiva distanza che lo separa dalla moglie costringe il personaggio a prendere atto della propria inutilità, a domandarsi se abbia mai amato o provato un&#8217;autentica passione per qualcuno o qualcosa, e più in generale, se abbia mai vissuto davvero.<br />
Il film di John Huston si chiude con una riflessione amara e dolorosa sulla vita umana e, in particolare, sui &#8220;morti&#8221; che albergano dentro ognuno di noi, cioè tutti gli attimi non colti, le occasioni perse, i momenti che non si è voluto vivere e che non si ripresenteranno mai più.<br />
Le ultime immagini sono cupe e angoscianti, con la neve che ricopre cimiteri, rovine e alberi spogli, mentre su tutto regna la morte, la disperazione, la solitudine.</p>
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			<media:title type="html">The Dead</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Operazione Cicero &#8211; Joseph Leo Mankiewicz (1952, 90 min.)</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 09:58:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Giallo - poliziesco - noir]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[spionaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Mankiewicz racconta a suo modo la storia di una delle spie più celebri e misteriose della seconda guerra mondiale, conosciuta con il nome di &#8220;Cicero&#8221;. Si tratta in realtà del maggiordomo dell&#8217;ambasciatore inglese ad Ankara, in Turchia, che fotografa documenti top secret per rivenderli ai nazisti. Le informazioni sono davvero segretissime (si parla addirittura dello [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cinemalopram.wordpress.com&amp;blog=5621463&amp;post=1113&amp;subd=cinemalopram&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinemalopram.files.wordpress.com/2010/09/cice.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1114" title="Operazione Cicero" src="http://cinemalopram.files.wordpress.com/2010/09/cice.jpg?w=196&#038;h=300" alt="" width="196" height="300" /></a></p>
<p>Mankiewicz racconta a suo modo la storia di una delle spie più celebri e misteriose della seconda guerra mondiale, conosciuta con il nome di &#8220;Cicero&#8221;.<br />
Si tratta in realtà del maggiordomo dell&#8217;ambasciatore inglese ad Ankara, in Turchia, che fotografa documenti top secret per rivenderli ai nazisti.<br />
Le informazioni sono davvero segretissime (si parla addirittura dello sbarco in Normandia) ma i tedeschi le comprano senza poi utilizzarle, convinti che siano notizie false diffusi dagli alleati per depistarli.<br />
Gli inglesi a loro volta credono che Cicero sia stato inventato dai nemici per tenerli occupati nella ricerca di un traditore inesistente.<br />
In mezzo a questi intrighi si muove la figura complessa del protagonista Diello (James Mason), un uomo freddo e cinico, estremamente narcisista, che si autocompiace della propria astuzia.</p>
<p>Queste caratteristiche lo accomunano ad altri personaggi dei film di Mankiewicz (Masquerade, Gli insospettabili&#8230;) che, dall&#8217;alto della propria superiorità intellettuale rispetto agli altri, tessono i propri inganni e comtemplano la loro realizzazione con sguardo ironico e distaccato.<br />
In questo caso sarà una donna, la contessa polacca Staviska (Danielle Darrieux), a far crollare la presunta superiorità di Diello e a rendere vane le sue macchinazioni.<br />
Quello del protagonista è un destino amaro ed impietoso: proprio lui, che durante il film non fa altro che giocare con gli altri personaggi come fossero marionette, verrà alla fine giocato, perdendo tutto.<br />
Anche questa tendenza ad usare gli altri per mettere in scena la propria &#8220;commedia&#8221; è una caratteristica tipica dell&#8217;eroe mankiewicziano.</p>
<p>&#8220;Operazione Cicero&#8221; è un ottimo film di spionaggio, interpretato da un grandissimo James Mason, che perderà la sua maschera cinica e ambigua solo al momento dell&#8217;epilogo, dopo che Mankiewicz ci avrà regalato alcuni attimi di autentica suspense (la scoperta del tradimento e la fuga di Diello per le vie di Istanbul, braccato sia dai tedeschi che dagli inglesi).</p>
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