I due mondi di Charly – Ralph Nelson (1968, 90 min.)

FlowersForAlgernon

I due mondi di Charly racconta la vicenda di Charly Gordon, un ragazzo ritardato, che grazie ad un rivoluzionario esperimento scientifico riesce ad evolversi intellettualmente e socialmente in pochi mesi, fino a diventare un autentico genio. Tutto sembra andare per il verso giusto, ma quando lo spettatore, insieme ad una platea di scienziate, è pronto ad applaudire il trionfo della scienza sulla natura, apprendiamo con sgomento che la trasformazione di Charly è solo temporanea: egli è tragicamente condannato a riprendere il suo stadio mentale originario.
Il film, diretto nel 1968 da Ralph Nelson, è tratto dal romanzo fantascientifico “Fiori per Algernon” di Daniel Keyes, mentre la colonna sonora è di Ravi Shankar. L’attore che interpreta Charly, il bravissimo Cliff Robertson, vinse un meritato Oscar come miglior attore protagonista.
La pellicola ruota intorno a due temi fondamentali: il fallimento della scienza, cinica, asettica, disumanizzante, e quello di una società superficiale, incapace di accettare e integrare il diverso, di qualunque natura esso sia. Lo vediamo all’inizio, quando Charly è vittima dei crudeli scherzi dei suoi compagni di lavoro, che approfittano della sua ingenuità e del suo deficit intellettivo; lo rivediamo nella seconda parte del film, quando lo fanno licenziare perchè spaventati dalla sua nuova intelligenza.
Probabilmente se il film non fosse così “datato” si potrebbe considerarlo un piccolo capolavoro nel suo genere, ma dipende troppo dal periodo in cui è stato realizzato (gli anni Sessanta), che lo rende piuttosto un bizzarro esperimento a metà tra la critica seria e il racconto pischedelico: personalmente ho trovato fuori luogo gli inserti visionari e soprattutto il momento in cui Charly lascia la propria città per condurre una vita stile Easy Rider. Quello che dovrebbe essere un viaggio alla ricerca di sè viene banalizzato in un elogio dello stile di vita hippie e dell’amore libero, con tanto di musica di Ravi Shankar che ci sta come i cavoli a merenda. A parte questo, vi consiglio di guardarlo perchè è comunque un film originale e intelligente, che credo non mancherà di sorprendervi e di farvi riflettere su alcuni aspetti del mondo nel quale stiamo vivendo ancora adesso. Un esempio?
Alla domanda di un dottore interessato a conoscere la sua opinione sulla scienza moderna, il “nuovo” Charly risponde lapidariamente: “(è) un processo assolutamente vano di suicidio collettivo”. Più chiaro di così…

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