La bella di Mosca – Rouben Mamoulian (1957, 90 min.)

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La Bella di Mosca è l’adattamento musicale di Ninotchka di Ernst Lubitsch, musicato da Cole Porter, coreografato dal leggendario Hermes Pan e diretto dall’armeno Ruben Mamoulian. Nella parte della bella russa nientemeno che Cyd Charisse, accompagnata da un grandissimo Fred Astaire, che dopo questo film decise di abbandonare il genere dei musical, salvo poi riprendere a danzare nel 1968 in “Sulle ali dell’arcobaleno” di Francis Ford Coppola. La pellicola racconta la storia di Nina Yaschenko, un’agente dell’Unione Sovietica, inviata a Parigi
per riportare in Russia tre compatrioti, partiti per arrestare Peter Boroff, un musicista che si è stabilito nella città francese e non vuole fare ritorno a casa… e come dargli torto… perfino i tre commissari sovietici, infatti, sono rimasti conquistati dalla libertà e dal romanticismo che si respira a Parigi e hanno cercato di rimandare con ogni mezzo il proprio rientro.
Ninotchka è una donna fredda e priva di sentimento, ragiona e si comporta come una macchina al servizio del regime comunista, ma l’incontro con l’affascinante Steven Canfield (Fred Astaire per l’appunto) riuscirà a fare breccia nel ghiaccio che la circonda e a farla capitolare a suon di musica, notti stellate, sofisticati locali notturni e tanto, tantissimo champagne.
Il suo cambiamento esplode in una scena che all’epoca fece abbastanza scalpore: sola nella sua camera d’albergo, Ninotchka si infila un paio di calze di seta, scoprendo del tutto le gambe… e stiamo parlando delle leggendarie gambe di Cyd Charisse.
Tra i numeri musicali spicca “Stereophonic Sound”, in cui gli attori celebrano il nuovo formato largo del Cinemascope e la nuova qualità del suono, che finalmente giunge da ogni parte del cinema, e “Ritz Roll ‘n’ rock”, un assolo di danza di Fred Astaire in cui Cole Porter ironizza sul nascente rock and roll, prendendo in prestito “Puttin’ on the Ritz” di Irving Berlin.
Il tutto reso ancora più appetibile da una splendida ironia, che bacchetta non poco il regime comunista e ci fa capire come gli americani considerassero il popolo russo.
Un film consigliato a tutti gli appassionati di Fred Astaire, qui brillante come sempre, che alla tenera età di 59 anni volteggia ancora come un ragazzino.
Gli appassionati del cinema giallo e noir, invece, vi potranno vedere un simpatico Peter Lorre, che una volta tanto non interpreta il ruolo di un folle o di un depravato.

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Un pensiero su “La bella di Mosca – Rouben Mamoulian (1957, 90 min.)

  1. Ciao,mancano nella recensione proprio i due capolavori supremi del film,”Red Blues”(Cyd Charisse e il corpo di ballo) e “Fated to be mated”(Fred e Cyd).Due tra le vette della storia della danza cinematografica,e non solo.E poi non va dimenticato l’altro memorabile duetto di danza della coppia,”All of you”.Va anche precisato che Fred Astaire quando è stato girato il film non aveva 59 anni ma 57.

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