Ma come si può uccidere un bambino? – Narciso Ibañez Serrador (1976, 90 min.)

Ma come si può uccidere un bambino?

Il film si apre con filmati presi da reportage che ritraggono bambini feriti, morti o menomati dalle atrocità della guerra, alternati a titoli iniziali e di colore rosso. Alla fine di ogni sequenza di immagini si odono inquietanti risate di fanciulli, che contribuiscono a creare una sensazione di attesa vagamente angosciante. Al termine di questa lunga introduzione ci vengono presentati i protagonisti del film, Tom e Evelyn (incinta), una coppia di turisti americani che aspettano di affittare una barca per recarsi su una piccola isola al largo della costa per trascorrervi le vacanze. Dopo una notte di riposo i due raggiungono il piccolo porto dell’isola, dove incontrano uno strano gruppo di bambini intenti a pescare. Ormeggiata la barca, si addentrano nelle viuzze del paese alla ricerca dell’albergo. Sono le prime ore del pomeriggio, tutto è immerso in un caldo soffocante, le strade sono mute e deserte, le case sembrano abbandonate. I due incontrano ancora dei bambini, che li guardano con curiosità e segreto divertimento, ma alle loro domande rispondono sempre con un ambiguo silenzio. Finalmente Tom riesce a trovare un uomo, dal quale apprende una macabra e incredibile verità: la notte precedente tutti i bambini del paese si sono svegliati e, cantando gioiosamente, hanno cominciato ad uccidere senza pietà genitori, adulti e anziani, senza trovare alcuna resistenza. D’altronde, come si può uccidere un bambino?
A questo punto entriamo nel vivo del film, che riserverà agli appassionati del genere un buon numero di scene gustose e originali. Tra tutte mi permetto di segnalarne una che ho particolarmente apprezzato: i bambini pervertono il classico gioco della pentolaccia in un vero e proprio gioco al massacro, usando il cadavere di un vecchio al posto della pentola piena di caramelle. Il tutto eseguito con la naturalezza e l’ingenuità tipica dei fanciulli intenti al gioco, che non vengono mai ritratti come orribili assassini, ma sembrano quasi conservare la purezza infantile nonostante  si rendano colpevoli di omicidi efferati. La scena fa da contrappunto a quella osservata dai due turisti sulla terraferma, prima di imbarcarsi per l’isola, in cui un gruppo di bambini “sani” eseguiva il medesimo gioco per far cadere un mucchio di caramelle, e non la testa di un povero malcapitato.
Il regista, Narciso Ibànez Serrador, mette in scena la vendetta dei bambini, che da vittime deboli e indifese dei grandi massacri della nostra storia, presentati nell’introduzione, diventano spietati e spensierati carnefici degli adulti.
Un film molto originale e inquietante, un piccolo gioiello degli anni 70 spagnoli, davvero consigliatissimo.

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