Il giro del mondo in 80 giorni – Michael Anderson (1956, 120 min.)

80giorni

Il gentleman inglese Phileas Fogg scommette con i membri del suo club che riuscirà a fare il giro del mondo in soli 80 giorni. Quindi parte immediatamente insieme al suo nuovo maggiordono Passepartout, portando con sè solo una borsa contenente tutti i suoi risparmi. Nei tanti imprevisti che lo attendono e che metteranno continuamente a rischio il successo del suo viaggio, il più importante è costituito dal salvataggio di una principessa indiana, condannata a morire sulla pira funeraria insieme al suo defunto marito. La presenza della donna conferirà infatti delle sfumature romantiche al personaggio di Phileas Fogg, che nel corso del film rivelerà gradualmente un inaspettato lato sentimentale.
L’ostacolo maggiore alla vittoria è rappresentato da un ufficiale inglese, che lo segue durante tutta l’avventura e che lo crede colpevole di una grande rapina alla banca. Così, quando finalmente il nostro eroe farà ritorno in patria, verrà immediatamente arrestato e condotto in cella, e non potrà presentarsi al club all’ora stabilita per confermare la sua vittoria. Ma proprio quando tutto sembra perduto, ecco che il tempo interviene in aiuto degli audaci…

Il giro del mondo in 80 giorni è un’ottima trasposizione cinematografica del romanzo di Jules Verne, nonchè una grandiosa e variopinta avventura che non smetterà di affascinarvi e divertirvi. Il personaggio di Phileas Fogg è affidato alla bravura di David Niven, come sempre impeccabile nel ruolo del gentleman inglese: il ruolo venne proposto inizialmente a Cary Grant, che declinò l’offerta.
Un po’ meno credibile, anche se bellissima, Shirley MacLaine nella parte della principessa indiana che alla fine si innamora di Fogg; il resto dei personaggi del film sono affidati ad una lunghissima sequenza di attori più o meno conosciuti, che vi recitano anche dei semplici cameo: Robert Morley, Charles Boyer, Fernandel, Charles Coburn, Peter Lorre, Frank Sinatra, Marlene Dietrich, Red Skelton, John Carradine, Buster Keaton…
Il regista Michael Anderson e il produttore Michael Todd ci regalano un esempio godibilissimo di quello che era il cinema d’entertainment americano, ovvero un mix perfetto di avventura, sentimenti, comicità e cornici paesaggistiche spettacolari. Michael Todd, uno dei pionieri del Cinerama, realizzò la pellicola con il sistema TODD-AO, che permetteva una resa panoramica dell’immagine, più brillante e nitida di quella in Cinemascope.
Il film ebbe 5 premi Oscar (miglior film, sceneggiatura, fotografia, musica, montaggio) e resta la più bella resa cinematografica del romanzo di Verne. I carinissimi titoli di coda sono del grande Saul Bass.

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