Star Trek – Robert Wise (1979, 120 min. circa)

Sul finire degli anni 70 il grande successo delle pellicole di fantascienza (su tutte Guerre Stellari del 1977) indusse i vertici della Paramount a rilanciare i temi ed i personaggi della serie televisiva Star Trek, prodotta alla fine degli anni 60 e diventata nel frattempo un oggetto di culto per il pubblico di tutto il mondo.

Il progetto, tuttavia, era molto più ambizioso e costoso rispetto agli episodi tramessi sul piccolo schermo, nel tentativo di portare nelle sale cinematografiche non solo i vecchi fans della serie, ma anche tutti coloro che non avfevano seguito con trepidazione le avventure di Kirk e compagni.

Per questo motivo venne chiamato alla regia l’esperto Robert Wise (regista di uno dei cult-movie della sci-fi degli anni 60, Ultimatum alla Terra), la sceneggiatura fu scritta da Alan Dean Foster (lo scrittore di Alien) mentre gli effetti speciali vennero affidati alle abili mani di Douglas Trumball (2001 Odissea nello spazio) e John Dykstra (Guerre Stellari); parallelamente si mantennero gli attori principali della serie televisiva, cioè William Shatner (il capitano Kirk, qui promosso ad ammiraglio), Leonard Nimoy (Spock) e DeForest Kelley (Leonard “Bones” McCoy), insieme a Nichelle Nichols (Uhura), James Doohan (Scott), George Takei (Sulu) e Walter Koenig (Cechov).

L’entusiasmante colonna sonora, sempre sul modello di Guerre Stellari, venne realizzata dal bravo Jerry Goldsmith, e conferisce un tono più epico alla storia e alle gesta dei protagonisti, garantendo al film una marcia in più rispetto agli episodi della serie televisiva.

È evidente che siamo lontani anni luce dal budget irrisorio stanziato per Kirk e co. negli anni 60, quando costumi, trucchi e scenografie venivano realizzati alla meno peggio, spesso e volentieri con effetti kitsch e stravaganti.

Ma veniamo alla trama.

Data stellare 7414.11. Una misteriosa nube cosmica avanza verso la Terra inghiottendo qualunque cosa incontri sul proprio cammino: all’ammiraglio James Kirk viene affidato nuovamente il comando dell’Enterprise, con l’incarico di dirigersi verso la nube, scoprire la sua natura e riuscire a neutralizzarla. Lo accompagnano nella missione il burbero e sanguigno dottor McCoy, che si presenta con una barba da eremita e inizia subito a fare le sue rimostranze, e il signor Spock, che raggiunge inaspettatamente la nave in tenuta vulcaniana, per la gioia di tutto l’equipaggio e di tutti i fans delle orecchie a punta.

Una volta che l’astronave viene catturata dalla nube, scopriamo che al suo interno è celata una misteriosa entità che si fa chiamare “Vger” e che dichiara di essersi messa in viaggio per trovare il Creatore.

La storia e i dialoghi dei personaggi assumono di conseguenza toni filosofici e metafisici, con grande soddisfazione di Spock e della sua logica, e solo alla fine del film scopriremo la vera natura di Vger.

Il primo film della saga cinematografica di Star Trek, pur risentendo di un ritmo a volte troppo lento (qualcuno avrebbe dovuto ricordare a Wise che non stava girando un nuovo 2001), è una pellicola avvincente ed emozionante, soprattutto per i fans della serie televisiva, che ritrovano i propri eroi dopo più di un decennio, ma anche per tutti gli amanti del genere fantascientifico con derive para-filosofiche (e chi scrive fa parte di entrambi).

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