Harvey – Henry Koster (1950, 90 min.)

Elwood P. Dowd (James Stewart) è un placido signore di mezza età, benestante e sfaccendato, che vive di rendita in una vecchia casa insieme alla sorella più anziana, Vera Louise (Josephine Hull), e alla giovane figlia di quest’ultima.

Dowd si rivela subito un tipo estremamente originale, perchè oltre ad avere un’aria buffa e stralunata, ha un amico davvero speciale, che lo segue dappertutto: Harvey, un coniglio alto circa un metro e ottantacinque, che solo lui è in grado di vedere e sentire.
I due passano le giornate insieme a zonzo per i bar della città, dove sono conosciuti praticamente da tutti, perchè il coniglio ha una particolare passione per il bere, condivisa anche dal protagonista.
Questi è considerato un matto, ma è benvoluto e assecondato bonariamente da tutti, dato che con il suo amico invisibile non crea problemi a nessuno.
La situazione cambia quando la sorella di Dowd, stanca di dover convivere con un coniglio, e di essere la favola dell’intera città, decide di rinchiuderlo in una clinica psichiatrica.
E’ l’inizio di una serie di equivoci che faranno nascere delle situazioni esilaranti: prima un giovane psichiatra pensa che sia Vera Louise ad essere pazza, e la rinchiude al posto del fratello, poi compreso l’errore si scatena una caccia tra le bettole della città per trovare Dowd, infine il dottor Chumley, il capo della clinica, si convince che Harvey esiste davvero.
In realtà il coniglio non si vede mai nel corso del film, salvo in un ritratto che il protagonista appende sopra il caminetto, e che rischia di causare un infarto alla povera Vera Louise.
Alla fine si è portati a credere che Harvey esista davvero, e che sia un’entità maliziosa e burlona, ma per quasi tutta la durata del film resta il dubbio che si tratti di un’allucinazione del protagonista, magari dovuta all’eccessivo consumo di alcol, dal quale egli sembra addirittura dipendente.
“Harvey” è una commedia deliziosa e divertente, recitata da un cast di attori in stato di grazia: James Stewart è perfetto nei panni del bonaccione strampalato con la testa sempre tra le nuvole (un ruolo a lui molto confacente, che infatti ritroviamo in altri suoi film come “La vita è meravigliosa”, “Scrivimi fermo posta” “L’eterna illusione”, “Mr Smith va a Washington”…); Josephine Hull è bravissima ed è stata giustamente premiata con l’Oscar; Jesse White è irresistibile nel ruolo dell”infermiere grezzo, manesco e invadente (oltre che ingombrante), ma veramente tutti i personaggi sono caratterizzati in modo impeccabile (l’avvocato, il dottor Chumley e la moglie, l’infermiera e il giovane psichiatra).
Un film originale e pieno di allegria, dove trionfano l’umorismo e i buoni sentimenti, molto nello stile di Frank Capra (“Arsenico e vecchi merletti”), anche per quanto riguarda la presenza di una componente fantastica (“La vita è meravigliosa”).
Da non perdere.

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