Macchie solari – Armando Crispino (1975, 90 min.)

Dopo il celebrato “L’etrusco uccide ancora”, Armando Crispino realizza un altro thriller dal sapore argentiano nel meno conosciuto “Macchie solari”, uscito sul mercato americano con il titolo più accattivante di “Autopsy”.

Si tratta di un film molto singolare, sempre in bilico tra una realtà tinta di giallo (una serie di morti misteriose, apparenti suicidi, che sconvolgono la quiete di una Roma deserta e bruciata dal sole) e un mondo onirico, surreale, popolato dalle visioni e dalle paranoie della protagonista, una giovane anatomopatologa in servizio presso l’obitorio romano.
Proprio i suoi deliri costituiscono l’aspetto più interessante del film, mi riferisco in particolare alle sequenze iniziali ambientate nell’obitorio, quando la ragazza, stanca per il caldo e il troppo lavoro, comincia ad avere delle visioni necrofile e perverse (cadaveri sogghignanti, ritratti in modo iperrealistico, si alzano dai tavoli dell’autopsia per accoppiarsi e invitarla a partecipare ad un’orgia di putrefazione), sottolineate dalla musica di Ennio Morricone, morbosa ed inquietante.

Uno dei tanti cadaveri che sfilano nel corso del film

La parte iniziale del film è notevole anche per la serie di orrendi suicidi mostrati uno dopo l’altro e accompagnati da immagini di eruzioni solari, che formano un incipit davvero strano e originale, quasi psichedelico. L’idea di partenza, infatti, sarebbe quella di giustificare l’impressionante quantità di suicidi con il picco di attività solare registratosi durante il mese di agosto, colpevole di provocare, insieme alla tremenda ondata di caldo torrido, degli squilibri nella mente delle persone. Peccato che questa trovata dal gusto un po’ sovrannaturale si perda per strada durante il corso del film, quando diventa sempre più chiara la presenza di un “normale” assassino e le macchie solari vengono mostrate più che altro per giustificare il titolo dato alla pellicola.

Insomma, dopo un inizio insolito e promettente, il film si appiattisce sugli schemi del giallo all’italiana, e la sceneggiatura va a farsi benedire: anche il colpo di scena finale, in stile argentiano, è fin troppo scontato e non riesce a riscattare una trama che si sviluppa in modo un po’ troppo lento e a tratti noioso.

Ciò nonostante “Macchie solari” resta un film anomalo ed interessante, che non mancherà di affascinare gli amanti del genere e di impressionare i “profani” che avranno il coraggio di guardarlo, magari in una calda nottata estiva…

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...